Chi siamo

Classe 1985. Giovanni è un blend di uve sarde e piemontesi trapiantate a Milano. Lì nasce e cresce. Studia i classici latini e greci, ma l’unica lezione che apprende è Orazio e il suo “Nunc est Bibendum”. Poi la facoltà di Agraria e la consacrazione definitiva a viticoltura ed enologia. Affina le sua capacità di pulitore di cantine, ma anche di winemaker, in Italia e in giro per il mondo: Francia, Cile, Australia e ritorno. Ferma il vagabondaggio in Langa, nel 2013, dove s’innamora definitivamente dei rossi (e di una bionda) piemontesi. Appassionato pescatore, non cattura mai niente ma solo per poter dare agli amici un argomento di cui parlare. E’ il braccio agricolo ed enologico di Ghëddo.

Nasce nel 1984 a Milano e studia antropologia a Bologna, esperienza dalla quale ricava un’infinita di soprannomi – dei quali citiamo “torax” a ricordo dei lontani giorni tonici della pallanuoto – ma non certo un lavoro. Ma il Benedetti – l’articolo determinativo denota un’indubbia denominazione geografica tipica – è prima di tutto un organizzatore, uno che sistema cose, che mette in contatto persone, e diventa quindi un professionista nel settore degli immobili di pregio. Un tale vortice di attivismo necessitava di un’amorevole ma rigida supervisione: la sua fidanzata altoatesina di lunga data. Nel frattempo assaggia quasi ogni vitigno coltivabile dal Libano alla Mosella e sposa l’idea di fare un prodotto di cui andare orgogliosi assieme all’amico di una vita. In gheddo, come direbbero nella sua natia Milano, è l’anima commerciale e amministrativa.


Avere il Ghëddo

Se ce l’hai non lo puoi nascondere, è incontenibile e sicuramente te lo si legge in faccia; quando vedi uno che ha il ghëddo lo capisci subito.
Ghëddo è forse la parola più bella del dialetto piemontese. Ghëddo è iniziativa, ma anche il brio con cui la si porta avanti, è ispirazione e caparbietà: è voglia di fare.
Avere il ghëddo è possedere un’anima che trasuda entusiasmo autentico ed elegante. Nell’attimo stesso in cui provi a dare una forma a questo termine ti sembra quasi di ridurlo, di aver perso la sua vera natura: la spontaneità di un’intuizione.
Fin dai primi giorni in cui abbiamo iniziato a masticare questa parola, appresa lavorando in vigna con vecchie glorie di Langa, l’abbiamo sentita subito nostra. Era il 2014 ed il progetto era già nato da un anno, mancava solo un qualcosa che lo definisse. Ghëddo, appunto.
Con ciò non vogliamo dire di essere più bravi e brillanti di altri, significa piuttosto che adoriamo faticare rincorrendo i nostri sogni.


L’azienda

L’Az. Agricola Ghëddo è una piccola e giovane azienda non abbiamo né araldi né storia a cui appellarci eccetto quella del nostro territorio, che rispettiamo e valorizziamo. Coltiviamo circa tre ettari vitati, ciò ci consente di dare ad ogni singola pianta cure ed attenzioni peculiari e di conoscere ad occhi chiusi il nostro terreno e le sue potenzialità.
Tre sono i principi che guidano il nostro lavoro: rispettare l’ecosistema vigna, produrre del buon vino e divertirci.
Abbiamo vigneti a La Morra e Roddino, vinifichiamo da amici, in attesa di una sede tutta nostra. Ci costa sudore e fatica ma questa è la nostra passione.
I nostri vini rispecchiano fedelmente l’annata, nel bene e nel male, partiamo da un meticoloso lavoro in vigna per arrivare all’estrema pulizia in cantina, caratteristica che ricerchiamo anche nel bicchiere: vini netti all’olfatto.
Motivo di orgoglio è per noi curare ogni dettaglio personalmente: dalla potatura sino alle casse portabottiglie prodotte con legno di recupero.
Questo è quanto, lasciamo ora che il frutto del nostro lavoro parli per noi!


Barolo

Territorio: ottenuto da una selezione di uve dei vigneti di La Morra a 350 s.l.m, con esposizione sud-ovest ed adagiati su un terreno sedimentario di origine miocenica; calcareo franco-limoso.
Vitigno: Nebbiolo 100%
Vendemmia: il 2015 è stata un’annata calda ma con una buona dotazione idrica grazie alle precipitazioni del 2014. La vendemmia è avvenuta a piena maturazione, il 7 di ottobre, con raccolta a mano in cassette da 20 kg.
Resa: 70 quintali per ettaro
Resa dell’uva in vino: circa del 70%, per una resa in vino di 50 hl per ettaro.
Vinificazione: la fermentazione alcolica avviene in botti di acciaio inox a temperatura controllata, le bucce vengono lasciate macerare per 25 giorni di cui gli ultimi 10 a cappello sommerso. La fermentazione malolattica si svolge nel mese di novembre immediatamente dopo la fermentazione alcolica.
L’affinamento: avviene per tre anni in barrique di rovere francese di secondo e terzo passaggio.

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Dolcetto

Territorio: ottenuto da un vigneto sito nel comune di Roddino a 600 s.l.m con esposizione nord-est ed adagiato su un terreno argilloso-limoso
Vitigno: Dolcetto 100%
Viticoltura: gestione manuale senza utlizzo di diserbanti.
Vendemmia: l’annata 2018, è stata un’attata con primavera
fresca e umida e un’estate calda e con grosse escursioni
termiche nella fasi finali di maturazione, è stata
vendemmiata il 22 settembre, , con raccolta a mano in
cassette da 20 kg.
Resa: 80 quintali per ettaro
Resa dell’uva in vino: circa del 70%, per una resa in vino di 56 hl per ettaro.
Vinificazione: la fermentazione alcolica avviene in botti di acciaio inox a temperatura controllata, le bucce vengono lasciate macerare per 7 giorni a contatto con il vino. La fermentazione malolattica si svolge nel mese di ottobre immediatamente dopo la fermentazione alcolica.
L’affinamento: avviene per 6 mesi in botti di acciaio e successivamente in bottiglia.


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Nebbiolo

Territorio: ottenuto da un vigneto sito nel comune di Roddino a 600 s.l.m con esposizione nord-est ed adagiato su un terreno argilloso-limoso
Vitigno: Nebbiolo 100%
Viticoltura: gestione manuale senza utlizzo di diserbanti.
Vendemmia: l’annata 2017, estremamente calda e secca,
è stata vendemmiata il 23 settembre, con discreto
anticipo rispetto alla consuetudine, con raccolta a mano
in cassette da 20 kg.
Resa: 70 quintali per ettaro
Resa dell’uva in vino: circa del 70%, per una resa in vino di 50 hl per ettaro.
Vinificazione: la fermentazione alcolica avviene in
botti di acciaio inox a temperatura controllata, le bucce
vengono lasciate macerare per 10 giorni a contatto con
il vino. La fermentazione malolattica si svolge nel mese
di novembre immediatamente dopo la fermentazione
alcolica.
L’affinamento: avviene in piccole botti di legno di 3° e 4° passaggio, poi in botti di acciaio e successivamente in
bottiglia.


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Contatti

Mail: info@gheddo.it
Tel. (+39) 340 81 72 836
Shop online: gheddo.spedivino.it

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